

Marco Maraviglia //
Vittorio Pandolfi e la Procida di un tempo
In mostra fino al 21 luglio al Palazzo della Cultura fotografie di Procida dal 1957 al 1980
1957. L‘isola di Arturo di Elsa Morante vince il Premio Strega. Nello stesso anno Antonio Scarfoglio chiede al ventiseienne Vittorio Pandolfi di andare un giorno a Procida, dall‘alba al tramonto, per realizzare un reportage fotografico dell‘isola. Foto destinate a un giornale dell‘Ente Provinciale per il Turismo.
Pandolfi scattò due rullini 120 Ektachrome con la sua Rolleiflex. Per un totale di 24 foto.
Erano i tempi in cui Procida era ancora la Cenerentola del Golfo. Nessuno avrebbe mai immaginato che nel 2022 sarebbe stata Capitale della Cultura. Forse la presenza del carcere borbonico, dismesso solo nel 1988, era un deterrente per il turismo.
E nessuno avrebbe mai immaginato che Marina Corricella, il “quartiere bello” di Procida, sarebbe divenuta un‘attrazione per gli amanti del turismo gastronomico a base di specialità di pesce con i profumi delle cucine che salgono fin sopra le rampe di accesso.
E pensare che persino durante il Grand Tour era ignorata. Perché erano preferite Capri e Ischia.
Le foto di Vittorio Pandolfi ci restituiscono quella Procida neorealista fatta di atmosfere silenziose, genuine, isolane, dove al massimo d‘estate ci villeggiavano puteolani o napoletani e i pochi appassionati dell‘epoca. Le barchette erano a remi, non c‘erano gli affollati attracchi da diporto, non c‘erano le Ape car che scorrazzavano da una parte all‘altra dell‘isola, si incrociava qualche pollaio lungo i cigli delle stradine perché non si temevano i furti di galline. Architetture spontanee, nuclei abitativi incastonati l‘uno sull‘altro, scale a collo d‘oca, capitelli dei pilastri fatti a scalini, terrazzini sovrastati da archi, volte a botte, a vela e a padiglione, muri smussati, case rurali su rocce tufacee e circondate dal verde…
Testimonianze di un paesaggio quasi scomparso.
Un tuffo nel passato per gli amanti di Procida. O comunque fotografie da vedere per chi la conosce solo per com‘è oggi.
Gli anni delle vacanze a Procida sono suggellati dalle foto che mio padre scattava durante le passeggiate estive.
Passeggiate alla scoperta dei luoghi di un isola, non solo spiaggia, vacanze e mare ma un insieme di luoghi a noi sconosciuti, nascosti e non intaccati dal turismo di massa.
Papà ci portava in giro nei pomeriggi estivi alle Centane, alla Corricella, nei vicoli della Chiaiolella e con sé aveva la Rolleiflex; in queste foto private sono conservati scatti di scene familiari e impressioni di quei luoghi di vacanza.
Per noi, bambini, cresciuti al Vomero tra strade cittadine piene di negozi, Procida si rivelava un‘altra realtà di vita, una dimensione in cui si poteva camminare scalzi, liberi dalla paura di essere investiti, in luoghi che non sempre erano vissuti dai villeggianti.
- Donatella Pandolfi
Parte delle foto dell‘Archivio Fotografico Vittorio Pandolfi sono raccolte anche nel catalogo Procida nello sguardo di Vittorio Pandolfi. Trentanove fotografie a colori e bianconero. Prese dal 1957 al 1980.
Una casa di pescatori sulla spiaggia della Chiaiolella. La domenica mattina a Marina Grande si passeggiava abbigliati con eleganza. Cittadina da sempre cat friendly. Case colorate. La Baia del Carbogno in bianconero lascia immaginare la ricchezza del colore del paesaggio. Gli scorci da Centane…
Uno spaccato paesaggistico, architettonico, urbanistico che ci accompagna in una poesia visiva di quello che è considerato un set cinematografico a cielo aperto.
Bio
Vittorio Pandolfi (Napoli 1931) adotta la fotografia come strumento indispensabile per la sua attività di studente di architettura già dai primi anni Cinquanta e poi come designer e grafico pubblicitario.
Collabora con Roberto Pane, come studente del corso, per le foto e i rilievi del libro Ville vesuviane del settecento, edito nel 1959.
Fornisce foto per articoli di riviste turistiche già dal 1956, di Procida, Ischia, Positano, Sorrento e Costiera ed anche dei viaggi in Germania e a Venezia. Nel frattempo apre un studio grafico a via Guantai Nuovi.
Negli anni ‘60 a Napoli fonda con Bruno di Bello lo studio grafico DP2 attivo fino alla fine degli anni ‘70.
Nel 1962 ha la cattedra di progettazione Arte Stampa all‘Istituto statale d‘arte Filippo Palizzi di Napoli e continua a fotografare utilizzando il banco ottico per l‘indagine di luoghi e periferie napoletane.
Pubblica tre libri con Ernesto De Martino, studioso delle ville vesuviane. L‘ultimo, del 2013, è dedicato ai suoi scatti degli anni‘50: L‘architettura, il paesaggio, l‘ambiente delle ville vesuviane nelle fotografie di Vittorio Pandolfi, catalogo della mostra tenutasi al Palazzo Reale di Napoli nel 2011.
Procida 1957 / 1980 nello sguardo di Vittorio Pandolfi
Palazzo della Cultura, ex conservatorio delle orfane nel borgo di Terra Murata
dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00 (probabile apertura fino alle 19/20 da luglio con gli orari estivi della casa di Graziella)
dal 21 giugno al 21 luglio 2023
Copertina: © Archivio Fotografico Vittorio Pandolfi
Foto a sinistra: Chiaiolella, casa di pescatori - 1957
Foto a destra: Ruderi di S. Margherita nuova, vista di Terra Murata e l‘Abbazia - 1957