

Marco Maraviglia //
Denis Piel espone “Down to Earth” alla Casa della Fotografia di Napoli
Il ritorno a una dimensione naturale della vita, senza rinnegare lo stile fotografico del passato, fatto di ricerca dell‘intimo delle cose
Denis Piel ha scattato in un decennio oltre 1.000 servizi editoriali per Vogue americano, tedesco, italiano, francese, inglese, Vanity Fair, Marie Claire, Vôtre Beaute, Self e Gentlemen‘s Quarterly. Ha ritratto molte celebrità come Sigourney Weaver, Christopher Lambert, Andie MacDowell, Uma Thurman, Jamie Lee Curtis e tanti altri.
Nei lavori di moda ha una caratteristica saliente che consiste nel ritrarre i soggetti, seppur in posa, con spontaneità e naturalezza quasi fossero lì per caso e colti con scatti rubati. Un‘estetica fotografica nata dall‘evidente passione per il cinema. Quello del “non si guarda in macchina da presa” e una fotografia da lui realizzata non è che la sintesi congelata di una storia raccontata ai modelli che devono poi trasformarla in azione.
E infatti Denis Piel è stato anche collaboratore per il cinema:
I registi sono stati la mia ispirazione e quando ho avuto l‘opportunità di lavorare direttamente su un lungometraggio come consulente tecnico, ho colto al volo l‘occasione. Il film era Exposed di James Toback, con Rudolf Nureyev e Nastassja Kinski, nel ruolo di una modella e l‘attore Ian McShane nel ruolo di un fotografo di moda.
- Denis Piel
Un‘esperienza che lo stimolò a sviluppare il suo bisogno innato di “costruttore di storie” fino a crearsi una casa di produzione propria per la realizzazione di spot pubblicitari. Nel 1985 fonda e dirige la Jupiter Films, società di produzione cinematografica di successo, con cui realizza molti spot pubblicitari e documentari per clienti internazionali.
Questa cosa della naturalezza, del desiderio di non artificiare le scene delle sue fotografie con pose inusuali, non forzare la luce lasciandola naturale, quando possibile, fa ovviamente parte della personalità di Denis Piel. Schietto, spontaneo, affabile, all‘indomani del tragico 11 settembre 2001 ha sospeso il mondo di prima della sua carriera rifugiandosi con la famiglia nel suo castello francese: Chateau de Padiès, a Lempaut, nel sud-ovest della Francia.
Ci sono artisti che a un certo punto della loro vita si sentono a disagio in un mondo fatto di spregiudicate ipocrisie e avidità e, se possono, si allontanano da quell‘establishment che non sentono più ben calzato su di loro. Gauguin “fuggi” a Thaiti. Stanley Kubrick lasciò Hollywood per trasferirsi in Childwickbury Manor, fortezza che teneva alla larga qualsiasi ospite indesiderato con maniacali sistemi di sicurezza. Ma non sono che alcuni casi.
E così Denis Piel decise di dedicare gli anni successivi della vita alla natura, trasferendosi nella sua fattoria francese che era in restauro dal 1992. Riscoprendo la genuinità dei valori che può restituire la coltivazione della terra.
Piel si dedica quindi col figlio all‘agroecologia secondo i principi della permacultura e dello sviluppo sostenibile. Attività che diventa fonte di ispirazione e centro della sua attuale pratica fotografica.
Il titolo della mostra, Down to Earth, evoca una caduta, un ritorno all‘essenziale, al realismo, al mito dell‘origine: il progetto del fotografo è, infatti, una celebrazione della natura e della fertilità, che mette in correlazione corpi e terra, crescita e morte, rurale e urbano, natura e cultura, apparenti opposti che si compenetrano negli scatti da lui realizzati in digitale con una Hasselblad H4D a Chateau de Padiès.
- dal comunicato stampa
Sono gigantografie che ritraggono l‘attività dei giardini intorno al castello, con l‘estro di chi ha sempre cercato naturalezza anche nella fotografia commerciale. Terreni coltivati, boschi, prodotti del raccolto, gesti contadini, corpi maschili e femminili a riposo, talvolta nudi, come ninfe e satiri. Il tutto in un paesaggio dal tempo azzerato ma in cui si avverte il vero senso della vita.
Vi sono inoltre le fotografie del progetto Padièscapes, una serie inedita di Denis che rappresenta un‘estensione sperimentale di Down to Earth e focalizzato su uno specifico elemento: l‘acqua, combinata con le immagini dei fiori.
Con questa nuova serie ho cercato di spingermi oltre il mio modo sicuro di produrre immagini, varcando nuovi orizzonti creativi. Usando come base un cubo d‘acqua in plexiglass (theWaterCube) mi sono divertito a giocare con i colori che, poi, si sono magicamente evoluti in Padièscapes. Il tutto senza fare uso di alcuna tecnologia, solo pura interpretazione visiva. In questo modo, ho raggiunto la tridimensionalità che tanto desideravo da bambino quando mi divertivo con i colori ricreando scenari ispirati all‘ambiente esterno. In qualche modo, è stata l‘occasione per ritrovare quell‘innocenza a cui tanti artisti vorrebbero ritornare.
- Denis Piel
«Denis, perché proprio un cubo e non un tronco di piramide o di esagono?» gli chiedo, «Potrebbe essere una buona idea» mi risponde sornione.
DOWN TO EARTH
di Denis Piel
a cura di Maria Savarese
dal 7 ottobre al 20 novembre 2022
Villa Pignatelli, Riviera di Chiaia, 200 – 80121 Napoli
Orari: mercoledì-lunedì 9.30-17.00 (martedì chiuso). La biglietteria chiude alle 16.00
Biglietti: intero 5€, ridotto 2€ (18-25 anni), gratuito under 18 e categorie secondo normativa vigente (cultura.gov.it/agevolazioni).
Contatti: drm-cam.pignatelli@cultura.gov.it, +39 0817612356
museicampania.cultura.gov.it