

Marco Maraviglia //
Il surrealismo all‘ombra di Carlo Ferrara
Nessuno è Peter Pan, un libro con fotografie realizzate a Km zero
Osserviamo la nostra lunga ombra sulla sabbia di una spiaggia al tramonto. Magari compiacendoci perché sembriamo più alti e slanciati. Con quell‘eleganza minimal che non mostra lo sguardo degli occhi.
Quando la sera camminiamo sul marciapiede, ci sentiamo seguiti, osservati e raggiunti dalla nostra siluette, con la successione ritmica delle luci dei lampioni. Che sdoppiano o triplicano la nostra ombra.
E a volte l‘osserviamo narcisisticamente divenendo estemporanei feticisti della proiezione del nostro “riflesso scuro”.
Nella maggior parte dei casi non badiamo più di tanto alle ombre ma soffermiamo lo sguardo sulle cose, sulla loro fisicità. Come se l‘ombra fosse qualcosa di troppo ma che invece, senza di essa, non avremmo la tridimensionalità della realtà. Nelle giornate con cielo grigio perdiamo un po‘ i riferimenti orari.
Ogni lampione, ogni palazzo, ogni scultura in mezzo a una piazza è come se fosse lo gnomone di una meridiana. Tutto resta fermo, ma l‘ombra si sposta, si accorcia e si allunga, si inarca se passa su una superficie tonda. Ed è sempre legata a una estremità di riferimento. Fissa. Immobile, se non è un essere vivente.
Nessuno è Peter Pan perché nessuno ha l‘ombra che va per i fatti suoi. Nessuno ha bisogno di cercarla per sentirsi presente, vivo. Nessuno attribuisce la coscienza alla propria ombra.
Le ombre sono una chiave per mettere in comunicazione due mondi. Perchè, nel mio credere, tutti abbiamo personalità multiple, a seconda delle situazioni, e le ombre mi consentono di esplorarle. La bivalenza e l‘equilibrio.
Carlo Ferrara ci gioca con le ombre.
Con un modo di fotografare dove l‘ombra diventa protagonista. Ironizzata, sbeffeggiata ma al centro dell‘attenzione. Un gioco surrealista in cui “l‘omino col cappello”, sempre vestito allo stesso modo, dà la sensazione della fisicità delle ombre. Palpabili, concrete, vive, quasi con un loro volume invisibile.
Nessuno è Peter Pan è un lavoro “ecologico” perché realizzato a Km zero: tutte le immagini sono state scattate nei dintorni della sua abitazione.
Attraverso l‘osservazione del mondo reale, sviluppo immagini surreali, che diventano metafora di opinioni e ragionamenti. Il personaggio che interpreto in ogni fotografia è la rappresentazione del genere umano. L‘autoritratto non è estetica, ma è il confronto delle emozioni personali con le emozioni delle masse. Uno strumento di esplorazione interiore ed uno specchio per l‘osservatore. Tutta la produzione è unita dall‘ossessiva ricerca di stabilità personale, rispetto a temi che non possono avere una risposta inequivocabile.
Ma la ricerca surrealista di Carlo Ferrara non si ferma alle ombre.
Il suo lavoro viene realizzato in scenari che spaziano tra architetture, paesaggi urbani, luoghi abbandonati, campagne. Con componenti Dada, ironiche, grottesche, paradossali, con una gradevole punta di nonsense che sfociano in un Situazionismo individuale dove la sua figura è sempre presente con autoritratti e a volte coinvolgendo anche la famiglia. Salta, si incurva, si sdoppia, si inclina a prova di gravità, dialoga e scherza con ciò che c‘è nella scena. Sì, usa il fotomontaggio digitale e le multiesposizioni, con immagini non raffazzonate ma che conservano sempre una pulizia grafica con equilibrio estetico compositivo e con i toni bianconeri che raccolgono tutta la gamma dei grigi.
È, quella di Carlo Ferrara, una fotografia per certi versi ludica, simpaticamente narcisista; ma è solo un pretesto per far sorridere della vita, attraverso punti di vista che servono innanzitutto all‘autore per la sua ricerca di stabilità emotiva. E per l‘osservatore che, sorridendo, può trovare analogie emozionali con il proprio essere.
Biografia.
Carlo Ferrara nasce a Novi Ligure nel 1975. Lavora attualmente presso una multinazionale alimentare sita in Piemonte. Inizia l‘interesse per la fotografia nel 2006 e ne approfondisce la conoscenza attraverso la frequentazione di seminari, corsi e sperimentazioni. La passione lo spinge alla riscoperta della fotografia analogica e della camera oscura pur non tralasciando il digitale, col quale produce la maggior parte delle sue opere.
NESSUNO È PETER PAN
Dialogo con le ombre
Prefazioni di Giorgio Rossi e Giusy Tigano
Formato: 21x21 cm
60 pagg.
51 fotografie (37 fotografie, 18 dittici in doppia pagina e copertina)
Self publishing tramite GT Photoart Milano
Tiratura: 150 copie
Contatto: nepp.ferrara@libero.it