

Marco Maraviglia //
Gli specchi di Ivana Galli e i suoi “ritratti scomposti” in occasione della rassegna Illuminazioni a Montorso Vicentino
La ritrattistica fotografica che promette di scoprire se stessi attraverso un affascinante ménage à trois tra psicologia e cubismo
Chi è Ivana Gali
Classe 1968. Non solo fotografa. È infatti creatrice di installazioni site specific e di land art, musicista digitale, contrabbassista e un’insolita performer. I suoi interventi artistici consistono in contaminazioni di proprie esperienze di vita e conoscenze di lavoro sul campo,consapevole che la comunicazione artistica può sfruttare le percezioni emotive, sensoriali, psicologiche, generate da opere (inter)attive.
Autodidatta, niente studi artistici, niente scuole di fotografia se non l’essere stata immersa nella sua infanzia e adolescenza nel mondo del padre fotografo.
Cubismo e ricerca della spazialità
A volte, uno degli intenti di chi produce immagini è il voler dare loro una certa spazialità, rompere il limite delle due dimensioni cercando nuove soluzioni visive. Per offrire allo spettatore nuove percezioni dimensionali che possano integrarlo e coinvolgerlo emozionalmente in una realtà spaziale. È il caso dei vari tentativi di codificazione della prospettiva nell’antichità fino a raggiungere i risultati scientifici rinascimentali con successive incursioni anamorfiche di Andrea Pozzo che davano una certa tridimensionalità ai suoi affreschi. Quindi ricerca della profondità, il poter sentirsi dentro l’immagine, come l’invenzione della fotografia stereoscopica e il suo effetto 3D. Poi c’è stato il Cubismo. Poi la spazialità dell’oltre la tela di Lucio Fontana. Le immagini pop-up. Le architetture impossibili di M. C. Escher che stimolano una percezione ottica sovradimensionale.
Insomma, il limite dell’immagine è, per qualcuno, l’immagine stessa.
Ritratti scomposti
Ivana Galli prende spunto da questo limite delle due dimensioni. Ma andando oltre il sistema fisico delle immagini. Anche perché parte del suo lavoro fa parte dell’ambito del ritratto fotografico. E fare un ritratto non è come realizzare uno still-life, una natura morta, ma implica un rapporto di intesa tra il soggetto da riprendere e il fotografo per poter restituirne l’anima all’osservatore. È un feeling che si instaura con fiducia e stima reciproca la cui abilità del fotografo non deve essere prevalentemente tecnico-estetica, ma innanzitutto psicologica.
I Ritratti Scomposti di Ivana Galli non cavalcano quel cubismo fotografico fatto di collage o manipolazioni digitali in post-produzione o degli affermati “puzzle” di Polaroid di Maurizio Galimberti che comunque mostrano di un soggetto il suo volume in quanto ripreso da più punti di vista. Ivana adotta invece una sua tecnica di ripresa per cogliere una certa intimità.
La macchina di Newton, gli specchi di Ivana Galli
A Helmut Newton capitava di lavorare con degli specchi per ritrarre le sue modelle. Gli servivano affinché si riflettessero per sistemarsi al meglio. E talvolta, un po’ come oggi le influencer si fotografano allo specchio, Newton dava alle modelle la possibilità, per mezzo di un lungo scatto flessibile, di selfiarsi. Era, come lessi su una rivista specializzata negli anni ’80, la cosiddetta “Macchina di Newton”. Un modo per far prendere confidenza del set alle più inesperte.
Ivana Galli usa anche lei gli specchi, ma questi sono per lei un po’ il cuore dei suoi ritratti. E sono specchi particolari costruiti da lei stessa con vari riquadri e disposti con diverse inclinazioni. Per alcuni pannelli il patchwork speculare è fissato, altri hanno la possibilità di ruotare o inclinare i vari riquadri a piacimento.
Quando al luna park ci troviamo nella stanza degli specchi, c’è sempre quello che preferiamo che non è detto che sia quello preferito da tutti. Quello che allunga, quello che accorcia, quello che ingrassa, c’è poi quello che ci rende il volto come un mostro o quello che ci accorcia solo le gambe ecc. E davanti a quelli ci spostiamo indietreggiando o avvicinandoci. A ognuno il suo. E forse in quei momenti non ci rendiamo conto che sta entrando in gioco la nostra componente emotiva. Riflettendoci ironizziamo sul nostro aspetto in pose buffe o cerchiamo di individuare il riflesso a noi più congeniale. È psicologia. Un modo di scoprirci, inconsapevolmente giocando ma con serietà con noi stessi.
Ecco, Ivana Galli con Ritratti Scomposti ricerca quel lato psicologico del soggetto che si presta a questa sorta di performance che non è altro che un ménage à trois dove lei è l’occhio, il pannello di specchi il cuore e il soggetto ripreso, la mente.
La mostra non consiste in una semplice esposizione dei suoi ritratti ma in sedute psico-fotografiche.
In venti minuti il soggetto si pone innanzi allo specchio multiplo, di fianco a Ivana. E inizia una danza mentale. Il soggetto, riflettendosi, osserva le varie possibilità del suo corpo scomposto fino a individuare l’immagine che gli sembra più congeniale al suo stato d’animo. È un momento narcisistico? Un dialogo con se stesso? Un’analisi di ciò che si scopre insolitamente e si ripercuote nell’intimità del modello? Ivana è lì, ascolta con gli occhi dando il tempo alla persona che ha di fianco, di ritrovarsi. Quando la figura riflessa è pronta, il patchwork di specchi diventa protagonista e Ivana la ritrae. Senza essere lei stessa riflessa.
È un gioco a tre: soggetto, fotografa, specchio per un ritratto scomposto ma che ricompone quella che potrebbe essere il quarto elemento del gioco. L’anima più intima della persona ritratta. È la spazialità psicologica dei ritratti di Ivana Galli.
È bello perdersi in uno specchio e farlo diventare il tuo viaggio. È una strana sensazione quella che accade in queste performance fotografiche: la persona ritratta non è davanti ad un obiettivo.
Pone se stessa, rivede parti di sé nella scomposizione, si ricerca.
Io sono a fotografare chi guarda se stesso.
Mostra d’arte contemporanea ILLUMINAZIONI
Organizzata dall'associazione culturale Miti e Mete
Ritratti Scomposti di Ivana Galli
Villa daPorto Barbaran, Montorso (VI)
25-26 settembre; 2-3 ottobre e 9-10 ottobre
Orario: 16.00-20.00
Per concordare una seduta: WhatsApp 329 7286213
Partecipando alla performance “Ritratto scomposto”,avrete la possibllità di "mettervi a nudo" per uno scatto unico, portarlo a casa stampato e, soprattutto, scoprire quali parti vi appartengono di più.